Natale sul Nilo con la sacerdotessa

Questo articolo contiene spoiler e minime tracce di dignità.

TITOLO: “Notte sul Nilo” 

di Mabeuse Elliot


Era in offerta su EHarmony.it e sembrava brutto. E chi sono io per dire di no?   


SINOSSI: Non ho nessun bisogno di una sinossi con una tipa agghindata da diva anni ’60 per emulare un trucco egiziano? Comunque si parla di frasi auliche, quali: “trasporterà se stessa e il suo amante verso inimmaginabili vette di piacere.”. Insomma a partire dalla sinossi questo libro è tutto un programma. 
Breve MA INTENSO.


TRAMA: Ambientato in un periodo storico  non meglio precisato dell’antico Egitto, possiamo evincere fin da subito che la nostra intrepida scrittrice non ha fatto granché ricerca, basandosi solo sui vaghi e generici ricordi delle lezioni sugli egizi delle elementari.
Storicamente accurato come un film di Boldi e DeSica.

Tianefhet, la protagonista, è la sorella del sacerdote Kheneb. Chiamata da tutti Tia per non poca pigrizia dell’autrice. Tia è una fanciulla bella, le prime righe parla di se come una ragazza comune ma avanti a 5 pagine si auto-dice e definisce una delle fanciulle più belle del regno.
Ok, dai si è truccata, diamogliela buona che se la tira perché si è messa in ghingheri.
Tempo di arrivare a pagina dieci ed eccola. 
È proprio lei. 
LA TRASHATA CHE CERCAVO.

Tia ricorda, mentre pensa che verrà proposta a questo templio di una dea straniera, di un popolo vicino e alleato, alla sua prima notte di passione in cui ha donato sè stessa a un perfetto sconosciuto che però, oh, era un gran figo.
Infrattati nel canneto delle sponde del Nilo, lui la prende e “la martellava incalzante con la sua verga”.




Basta.
Fine.
Capolavoro!











Insomma lei si ricorda di quell’ansimare gioioso e di quella notte di calura mentre con passione travolgente si è donata e prima si è fatta galoppare e poi ha galoppato lei. A fine racconto, di questa BRUCIANTE passione racconta che lui è tutto contento ma anche INTIMORITO DAL TRASPORTO CON CUI LEI SE LO È SCOPATO. 
Figlia mia dai retta a me, meglio che sto tipo sia telato, ma cosa vuol dire che sei intimorito di come lei si sia donata con trasporto, ma che oh? Mica ha preso una canna di papiro per infilartelo su per il culo, dai suvvia.

In tutto questo io vorrei fare degli appunti. Ma giusto due:
*Srotola pergamena lunga metri*
A-HEM.
Allora, lui fa parte della guardia del faraone mentre sta facendo una parata. A parte che i soldati semplici erano mercenari, ma facciamo finta che fosse un ufficiale.
OK...
Ma che io sappia se pigli e durante la parata ti allontani per infrattarti con una squinzietta, mollando la parata come se il faraone fosse l’ultimo dei pirla, la cosa che succedeva subito dopo era di essere frustato finché non ti scorticavano la schiena.
Ma, a prescindere da tutto ciò: sul Nilo ci sono gli alligatori! Sono lunghi sei metri! LI CAVALCHI IN BATTAGLIA!
Per quanto mi riguarda hanno scopato sopra un alligatore. Fine. Il tipo ha preso paura per quello, non perché lei se lo è cavalcato fino a sfinirlo.
Insomma, finisce la mia lista e anche il racconto di quella sua prima notte. 

Arrivano al tempio, lei vede la statua della Dea straniera e ne resta folgorata.
La statua è tutto. Bella, affascinante, brilla di luce propria, divina ma anche umana, non stira, non stressa.
Vi dico solo che in 3 volte che la guarda fa l’arcobaleno delle espressioni.

Il fratello, sacerdote che esce dal tempio (???) per fare degli accordi e concedere la sorella a un altro tempio di un popolo vicino come segno di alleanza (?????), per farle adorare una Dea esterna, Dea della guerra e dell’amore (SUMERI IS THAT YOU??????) al phanteon ma che il faraone vuole integrare (???????) perché il suo quarto figlio (ma vivo o concepito?) sta per sposare la principessa del regno vicino (??????) per fare un alleanza (?????).




Ho finito i punti di domanda.
Esauriti fino al mese prossimo. Oggi chiederò a mio moroso: “Ma hai preso il pane, punto di domanda”. Una storia tristissima su cui farò un libro. Su cui pretendo che ci faccia un film Michael Bay.

Insomma, lei vede la dea, sente l’illuminazione, fa un’offerta, presa dall’estasi e su consiglio della sacerdotessa capo. La giovane Tia quindi prende l’incenso dalla cesta, lo butta sulle braci e dopo alcuni secondi di attesa una fiamma ENORME (Michael Bay sei già qui?) mostra che il dono è stato accettato dalla dea.
In tutto questo il fratello, e la sacerdotessa capo, reagiscono in ritardo.
Cioè la scrittrice prima descrive tutto il momento, le emozioni di Tia e quello che succede finchè non si esaurisce COMPLETAMENTE la scena. Finita la scena: “Il fratello reagì con enorme sorpresa e la sacerdotessa non ebbe meno stupore”.

“Salve”
“Salve”
“Per caso, mi scusi sa, è qui che si attende l’autobus per la scena della statua volitiva della dea?”
“Sì, sì”
“Ah. Ma non doveva passare alle 10:12?”
“Eh, ma sa, è in ritardo”
“Ah, cavoli”
“Eh, sì, sti mezzi pubblici del ca…”

Insomma le entra SUBITO, ma proprio 10 minuti dopo, come novizia perché, WOW come fai a dire di no con un segno così propizio.
Come diventa novizia TAAAAC, arriva il quarto figlio del Faraone. 
Coincidenze? Io non credo.
Lei lo vede con la verga in mano (fa’ che stia parlando del cazzo, fa’ che stia parlando del cazzo, fa’ che stia parlando del cazzo), simbolo del potere (dai che è il cazzo, dai che è il cazzo dai che è il cazzo) con solo un gonnellino STRIMINZITO a coprirlo (no, allora forse non è il cazzo). Che più che un gonnellino è uno straccetto proprio davanti al suo sfollagente personale, mentre lascia scoperte LE SUE COSCE POSSENTI. Giuro che è scritto così, pari pari. 
MA NON SOLO! È a petto nudo, abbronzato e sudato.
E lei che fa? Se lo immagina mentre la manganella con GIUOIA e le diventano turgidi i capezzoli. E ricordando il consiglio del fratello (GIURO CAZZO. Rido mentre lo scrivo ma solo perché è vero) drizza le spalle, così da fare effetto “petto in fuori”.
La sacerdotessa capo la guarda e le fa qualcosa che, traslitterato in coatto, suona come “Minchia, SIS, ma hai messo il turbo? Quello te lo porti a casa sicuro” ammiccando anche al fatto che sì, il figlio del Faraone si ferma tutte le sere a VEDERE COME PROCEDONO I LAVORI AL TEMPIO.
*AMMICC AMMICC* 
Templio che ha commissionato lui (punto di domanda, punto di domanda, punto di domanda) per compiacere la sua sposta (punto di domanda, punto di domanda, punto di domanda). Facendo intuire che mentre controlla i lavori per compiacere la sua sposa lui si compiace delle sacerdotesse.
Sacerdotesse dedite alla prostituzione sacra.
Dipinta, nel racconto di Tia, come una cosa BELLISSIMA ED ELEGANTE, in cui chi si presenta viene lavato, preparato e poi posto a giudizio delle sacerdotesse. Solo se superato questo giudizio giacerà con la sacerdotessa per ottenere la benedizione della Dea. Ma, dopo questa descrizione, si alluderà sempre a questa pratica con “Vabbè consiste nell’aprire le gambe per tutti”.

Tia, presa dalla smania di scoparsi lo stallone migliore della stalla compiacere la dea SOGGIACENDO con il figlio del Faraone, gli risponde con mezza insolenza, lui le risponde indietro, lei si sente animata dalla sfacciataggine della Dea e gli risponde ancora a tono. Lui ride e finito di ridere guarda la sacerdotessa madre ed è tipo:

“Bon, questa me la posso scopare domani per il mio compleanno?”
“Ma è una novizia, per essere pronta alla prostituzione sacra ci vorranno settimane”
“Dovete finire i lavori a sto tempio, no? Domani vi porto una saccoccia di monete d’oro per concluderlo. Ma lei deve essere  già stesa e lubrificata”
“Entro 14 ore sarà PRONTISSIMA”

Entrano nel tempio e la sacerdotessa si siede. Poi abbiamo 10 righe di narrazione che prosegue e la sacerdotessa le ha accompagnate in una stanzetta in disparte (ma quando si è alzata, nessuno lo sa. Misteri della fede) e si siede. Di nuovo. E inizia a spiegare. Di nuovo.
C’è una falla in Matrix. O forse c’è un fallo? Chissà.
Gli fa il maxispiegone veloce, fino all’alba, poi la lascia dormire (pora fia), INVECE DI FARLA DORMIRE E SPIEGARE TUTTO LA MATTINA. Ok non importa, son pigna in culo io, lo so. Ma col buio, le fiaccolette e la stanchezza non mi pareva il momento migliore per il corso CEPU alla prostituzione sacrale. 
Insomma fa il corso CEPU, si diploma in prostituzione sacra con specialistica in capezzoli turgidi e arriviamo alla gran sera.
Viene lavata, pettinata, truccata e profumata.

Ora faccio due appunti, brevini-ini-ini.
*Srotola la pergamena*
A-HEM.
In primo luogo: a fare tutto sono SEMPRE la sacerdotessa capo e la novizia arrivata al tempio il giorno stesso di Tia. SEMPRE. Ma almeno la fantasia per parlare di un’ancella a caso che non fossero sempre le solite due persone, no?! Questo film non ha abbastanza soldi per pagare altri attori? (cit.)
Seconda cosa: le colora i capezzoli dopo averglieli stimolati e averle palpato il seno. E non ho ben capito questa cosa molto lella cosa centri con la colorazione delle aureole dei capezzoli però ok. Ma a prescindere da questo: usa una pianta che serve/veniva usata per tingere i capelli di rosso: uno, non so se è tossica o meno, ma dopo che questa ha scopato in un posto dove ci sono coccodrilli di 6 metri non mi stupisco più di nulla; due, non è un filino estrema come scelta, punto di domanda. Usare succo di melograno era forse troppo banale, punto di domanda. Invece di pittarglieli di rosso con una tintura e poi metterci sopra una specie di crema di dattero “per renderli dolci”. Ma state cercando di uccidere il principe, punto di domanda.
Vabbè non faccio più domande se no allungo di 30mila parole la recensione solo trascrivendo il segno di punteggiatura, oramai, da me, perso.

Arriva il principe e lei, vestita di solo un velo, praticamente, vede che lui è agitato come un ragazzino.

Se ve lo state chiedendo, sì: il tonfo che avete sentito sono i miei coglioni.

Lui viene dipinto come uno che usa il cazzo come fosse una bacchetta da rabdomante, sempre in cerca di nuovi pozzi, sicuro e spavaldo e ora ha l’ansietta da prima volta? MEH.
Beh qui, non succede granché, cioè iniziano a toccarsi, lei gli fa un pompino, lui dice che non vi è nulla di regale né divino in lei, che come incarnazione della dea, si inchina a lui, però poi le dice “Svelta a farti venire l’illuminazione che ti voglio ingroppare". E niente, se la ingroppa.
FINE.

Giuro!
Lui la mattina sgattaiola via, dopo aver fatto sesso in tutte le pose, anche se il massimo a cui l’autrice allude è una AUDACISSIMA POSA, che forse non tutti conoscono: a pecorina. Fine.
E niente, il libro finisce così, lei si sveglia, felice di aver servito la dea, e basta. 

Ah, no! Manca il cringe finale!

Lei è nuda nella stanza dove ha concupito con il principe e il fratello arriva e le chiede cosa è successo, cosa ha fatto al principe, che ora ha dato i fondi per il tempio.

Indovina.

E poi niente, il libro finisce per davvero...


CONTEGGIO MORTI:
- i miei coglioni
- io, che per il troppo ridere ho mal di pancia
- coloro che leggeranno il libro dopo di me. Libro a cui ho dato 5 stelle PERCHÈ DAI CAZZO, È BELLISSIMO. Certo, per i motivi sbagliati, ma sempre bello.
- i punti di domanda. Addio PIKKOLI ANCIELI.
- La decenza scrittoria. A seguito alcuni fulgidi esempi:

[…] mentre la martellava incalzante con la sua verga”

“Aveva i seni gonfi per il desiderio, i capezzoli turgidi e il sesso palpitante, umido e misterioso come la notte sul Nilo”

“[…] inarcò la schiena mentre lei si contorceva sotto di lui, con le unghie conficcate nelle sue natiche. Poi esplose in lei con lo splendore dell’alba che innonda il cielo e scaccia le tenebre con una luce gloriosa”

“Una potente erezione gli tendeva la stoffa pieghettata del gonnellino”  
(The mighty pene) 
(i diritti sono riservati all'autore)



 



 


 

Menzione speciale/ PUNTI BONUS:
Nulla. Le citazioni sopra bastano e avanzano come menzioni speciali.


La messa è finita, andate a puttane in pace.
Amen.


Gentili signore e signori, colgo l'occasione, con questo colore orribile, per offrirvi un'esperienza unica.
Nella mia ricerca di trash, mi sono imbattuta, per la gioia di molti (e grazie alla mia amica Chiara) in un libro BELLISSIMO.
Un libro intenso, appassionante, avvincente e incentrato sulla ricerca di sé e sul rapporto con la natura.
Insomma, per farla breve, sta tizia si scopa un orso.
Questa rivelazione, a sua volta, mia ha aperto altre porte al trash e ho scoperto libri romance in cui delle tizie si scopano/fanno scopare da dei dinosauri.
OVVIAMENTE NON FINISCE QUI.
Ma qui vi propongo un'esperienza mistica: se tramite offerte ko-fi (lo trovate qui nel mio blog e qui: Ko-fi) riesco ad arrivare ai soldi per prendermi questi discutibili kindle il giorno del mio compleanno (22/06) e Natale (25/12), in via del tutto eccezionale ne recensirò uno (devo ancora decidere se tramite video o tramite articolo, boh, vedo quale dei due è più breve).
La scelta di oggi:

Volete queste recensione? Volete vedermi sclerare su questo libro?
CACCIATE FUORI LI SORDI VERI.











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